“DELIRIUM VITAE” AL KITCHEN DI VICENZA. RECENSIONE

A focalizzare l’attenzione sul presente e ad interrogarsi sul futuro ci ha pensato al Teatro Kitchen di Vicenza l’11 ottobre 2013 la Compagnia Raum Traum con lo spettacolo “Delirium Vitae”: una piece ambientata in un’agenzia interinale nella quale scorre la vita ( e anche la notte s’indovina) di una moltitudine di disoccupati in attesa.

Lo spettacolo tragicomico, centrato su un tempo apparentemente immobile, offre l’occasione di guardarsi fuori e dentro e di pensare al bagaglio esperenziale di vita e di titoli culturali inutili di ciascuno.

Lo sguardo è quello dei due protagonisti di due diverse generazioni che, occasionalmente vicini, si conoscono e si confrontano: uno ormai abituato e rassegnato, l’altro giovane appena licenziato, entrambi in attesa di un improbabile cambio di vita.

Se l’interessante ambientazione completamente lasciata alle atmosfere create dai due bravi attori Michele Vargiu e Giulio Federico Janni, e scenograficamente giocata solo con due sedie, una coperta e un sapiente gioco di luci stimola lo spettatore, ci è parso al contrario che il testo non abbia saputo altrettanto incuriosire; a tratti divertire si. Nulla cioè è stato aggiunto in termini di rielaborazione di una realtà ormai fin troppo nota che balza agli occhi di tutti, anche se lo spettacolo ha avuto l’indubbio pregio di trattare il dramma con ironia, ( ma anche con rassegnazione) raggiungendo il suo apice quando i due protagonisti raggiungono gli spettatori per condividere con loro una pizza-focaccia: come a dire “ siamo tutti nella stessa barca” , fertile momento di comunione che, se approfondito insieme ad altri avrebbe potuto, secondo noi, dare maggiore spessore allo spettacolo, comunque bene accolto da un pubblico divertito.

Emanuela Dal Pozzo

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