NARRATIVA DI IERI. DALLE STREGHE AL MALIGNO: E.T.A. HOFFMANN ”GLI ELISIR DEL DIAVOLO”

Ernst Theodor Amadeus Hoffman nasce nel 1776 a Konigsberg, sul mar Baltico. Uomo di grande ingegno e intelligenza è amante dell‘arte in tutte le sue espressioni, dalla pittura alla letteratura, alla musica, tanto da esercitare la professione di magistrato accanto a quella di direttore d’orchestra, regista teatrale e scrittore.

Le sue opere letterarie si muovono tra il fantastico e il fantascientifico in cui fluttuano personaggi strani, a volte maledetti, che si agitano in atmosfere misteriose da incubo, al limite del soprannaturale.

Accanto alle raccolte di novelle e ai “Racconti notturni” trova spazio il romanzo – diario “Gli elisir del diavolo”, pubblicato nel 1815, edito da Einaudi nella collana “Gli struzzi” nel 1989. In esso si narra la storia, complessa e intricata, di un bambino che poi si fa monaco: frate Medardo. Egli si distingue subito per le sue abilità oratorie e diventa custode delle reliquie del convento. Con tale incarico viene a conoscenza di un importante segreto: in una piccola bottiglia è contenuto un elisir con cui il maligno ha cercato di corrompere Sant’Antonio. Nessuno deve aprirla per non essere trascinato dalle tentazioni.

Purtroppo il destino vuole che Medardo, coinvolto dalle circostanze, lo sorseggi. A partire da questo momento la sua vita cambia totalmente, viene rapito da strane visioni, si innamora e compie malvagità inspiegabili, come colpito da forze oscure.

Perché leggere un romanzo così lontano nel tempo? Hoffmann può essere assaporato come poeta dell’irrazionale e del profondo illogico, artista del caos e del disordine come lo definivano poco amorevolmente Goethe ed Hegel. Oppure si può cogliere la sua dimensione geniale di scrittore della scissione e del perturbante così come intendevano Poe, Baudelaire e lo stesso Freud, che di psicoanalisi se ne intendeva un “pochino”.

La lettura diviene suggestiva proprio grazie alle immagini inusuali, inspiegabili e tenebrose che senza preavviso irrompono nella vita quotidiana, generando situazioni tragiche e angoscianti.

Si rimane travolti dalla scissione della personalità di Medardo, alla ricerca sfrenata della sua identità e di una ragione che possa contribuire a ritrovarla, disorientato dai diversi aspetti di se stesso che convivono nel suo animo, scindendo l’io in una pluralità di dimensioni incompatibili tra loro.

La lettura non è sempre facile, soprattutto per la complessità del contenuto che si articola in racconti all’interno di altri racconti, ricordi ed episodi già accaduti viaggiano in un vortice di tormenti e stati d’animo che caratterizzano i conflitti interiori del protagonista. Non è una narrazione lineare e semplice, ma un intricato percorso disseminato di atmosfere oniriche e demoniache in cui il reale si mescola all’allucinazione.

Lo stile è incalzante e rapido e necessita la massima attenzione del lettore.

Com’è possibile resistere al fascino misterioso e diabolico di Hoffmann? Leggere per credere!

Daniela Marani

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