IL TEATRO SOCIALE DI ITINERARIA TEATRO. FINANZA KILLER- NON CON I NOSTRI SOLDI. RECENSIONE.

In un teatro gremito come raramente si vede, il 25 ottobre 2012 a Rezzato, alle porte di Brescia, è stata rappresentata Finanza Killer-non con i nostri soldi, produzione di Itineraria Teatro, uno spettacolo sulla storia della crisi attuale, un percorso a ritroso nel tempo a rintracciare nomi eccellenti, non escluso quello di Monti, nonchè fatti e misfatti legati alle banche e alle loro fusioni, che dall’America all’Europa non hanno risparmiato nessuno. In scena un unico attore, Fabrizio De Giovanni ed alle spalle un video che riprende all’inizio storie di gente qualunque: la perdita di cospicui risparmi per un crac nelle azioni, un mutuo non concesso, un mutuo già avviato ma oggi impossibile da assolvere.

Lo spettacolo non è la classica satira politica che con battute più o meno graffianti allude a quel o tal altro personaggio politico, ma la minuziosa ricostruzione, in stile giornalistico, di quanto avvenuto in una rilettura che accusa le banche e i suoi dirigenti del passato e del presente.

Non manca nemmeno un accenno alla Costituzione Italiana e alla discrepanza tra le finalità delle banche in essa previste e le finalità che invece esse oggi perseguono, così lontane dal primitivo pensiero di sostegno al cittadino. Nonostante il tema già di per se si presti ad attrarre l’attenzione pubblica, ( ora si capisce il motivo dell’esorbitante pubblico) l’attore in scena è un professionista, capace di passare con scioltezza da un personaggio all’altro, versatile nel colorire caratteri e umori e soprattutto rispettoso del suo ruolo di “contro informatore”, attento, nel corso dello spettacolo, a non catalizzare l’attenzione del pubblico su di sé, come narcisisticamente spesso attori solisti fanno, ma piuttosto sullo svolgimento dei contenuti della messa in scena. Ne viene fuori uno spettacolo a misura di pubblico, di cui il pubblico eterogeneo ( c’è davvero di tutto, comprese le suore) sembra essere consapevole.

La sensazione dello spettatore, pur nel rispetto dei reciproci ruoli, è di benessere, di “un sentirsi a casa”.

Molti alla fine si fermano a salutare, ringraziare, richiedere un depliant contenente “ le istruzioni” per avviare un corretto rapporto con le banche, precedentemente presentato dall’attore: una sorta di promemoria che sintetizza il senso dello spettacolo e fornisce qualche dato in più.

Anch’io incuriosita mi avvicino a palcoscenico a fine spettacolo per chiedere notizie della Compagnia.

Emanuela Dal Pozzo

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