STAGIONE ARTISTICA 2020 AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

FotoEnnevi_8219_Orchestra e Coro Fondazione ArenaLa stagione inaugura venerdì 10 e sabato 11 gennaio con un concerto sinfonico: protagonista Alexander Lonquich, nella duplice veste di direttore e pianista. Il programma, articolato interamente su musiche di Mozart, si inserisce all’interno di una serie di iniziative cittadine volte a celebrare i 250 anni dall’arrivo di Mozart a Verona.

Il concerto inizia con l’Ouverture da Le nozze di Figaro per proseguire con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595 per terminare con la Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551.

Segue il capolavoro drammatico di Donizetti, Lucia di Lammermoor, per quattro recite dal 26 gennaio al 2 febbraio. L’allestimento, proveniente dal Teatro Verdi di Salerno, è firmato da Renzo Giacchieri per regia e costumi, con le scene ed il projection design di Alfredo Troisi e le luci di Paolo Mazzon. A concertare è il maestro ucraino Andriy Yurkevych, nel cast potremo apprezzare le voci di Ruth Iniesta e Enkeleda Kamani nel ruolo del titolo, Biagio Pizzuti come Enrico, Enea Scala e Pietro Adaini come Sir Edgardo e Simon Lim come Raimondo.

Il 7 e l’8 febbraio è sul podio dell’Orchestra dell’Arena di Verona il maestro Michael Balke. Il programma del concerto comprende tre capolavori dell’Ottocento tedesco, l’Ouverture da Oberon di Weber, la Missa in honorem Sanctissimae Trinitatis in do maggiore K 167, per terminare con la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 36 di Beethoven.

Dal 23 febbraio al 1° marzo per quattro recite Gioachino Rossini diventa protagonista al Filarmonico con L’Italiana in Algeri, firmato dal regista Stefano Vizioli per il Teatro Verdi di Pisa con le scene dell’artista Ugo Nespolo, i costumi dell’Atelier Nicolao, le luci di Paolo Mazzon e la direzione di Francesco Ommassini. Carlo Lepore e Alessandro Abis daranno voce all’arrogante Mustafà, Daniela Cappiello sarà Elvira, il giovane soprano russo Vasilisa Berzhanskaya darà voce ad Isabella, mentre il capitano Haly sarà il basso coreano Dongho Kim.

Negli stessi giorni il maestro Francesco Cilluffo si cimenta con l’Orchestra e il Coro areniani nel concerto del 28 e 29 febbraio nel segno di Mendelssohn e Ponchielli: si inizia con le onde atlantiche dell’Ouverture Le Ebridi e si conclude con il grandioso affresco shakespeariano del Sogno di una notte di mezza estate. Accanto, due pagine rare, entrambe affidate al dialogo tra due clarinetti e l’orchestra: il Konzertstűck n. 2 dello stesso Mendelssohn e Il Convegno di Amilcare Ponchielli. Come solisti si esibiranno la prima parte dell’Orchestra Giampiero Sobrino e il giovane veronese Alessandro Beverari.

Per il concerto del 6 e 7 marzo debutta il maestro Giampaolo Pretto, direttore e solista di due capolavori giovanili di Mozart: l’Andante in do maggiore K 315 e il Concerto n. 1 in sol maggiore K 313 entrambi per flauto e orchestra. La seconda parte del programma è invece dedicata alla Sinfonia 9 in do maggiore di Franz Schubert.

Il 13 e 14 marzo, torna sul podio veronese per un concerto sinfonico il maestro Francesco Ommassini con la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Dvořák e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Čajkovskij.

Al pianoforte, per la seconda parte del programma, debutterà Xiaolu Zang, vincitore del Concorso pianistico Città di Verona 2019

Dal 29 marzo al 5 aprile per la riscoperta dell’Amleto di Franco Faccio: il musicista veronese (1840-1891), Amleto risorge con la direzione di Francesco Ivan Ciampa e un nuovo allestimento firmato da Paolo Valerio: scene ed il projection design sono affidate a Ezio Antonelli, il coordinamento dei costumi a Silvia Bonetti e le luci a Paolo Mazzon. Nel cast Saimir Pirgu e Samuele Simoncini nel ruolo del titolo a fianco di Damiano Salerno nel ruolo del Re e Marko Mimica come Spettro. Tra le interpreti femminili potremo apprezzare le voci di Ruth Iniesta ed Eleonora Bellocci come Ofelia e Annalisa Stroppa come Geltrude.

Per il concerto di Pasqua, il 17 e 18 aprile debutta a Verona il giovane maestro Michele Gamba, alla guida di Orchestra e Coro areniani in un programma interamente dedicato a Luigi Cherubini: dopo l’Ouverture dell’opera Lodoïska verrà proposto il Requiem in do minore.

Dal 10 al 17 maggio va in scena un dittico inedito di Giacomo Puccini: la breve opera-ballo Le Villi, ispirata alle fate vendicatrici d’amore, alla sua prima rappresentazione in assoluto a Verona, proposto insieme all’atto unico sensuale e verista Il Tabarro (assente dalle scene veronesi da vent’anni). I due diversi titoli, in replica per 4 recite, separati da un intervallo, sono diretti da Michele Gamba, mentre la realizzazione scenica è affidata ai registi Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, al debutto veronese, con le scene di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon. Le coreografie sono eseguite dal Ballo dell’Arena, con le coreografie di Gaetano Petrosino. Tra gli interpreti principali si segnalano in entrambe le produzioni Kiril Manolov (Michele e Guglielmo), Maria José Siri (Giorgetta e Anna) e Samuele Simoncini (Luigi e Roberto).Foto cast 2020 conferenza stampa

La stagione primaverile si conclude con il concerto del 22 e 23 maggio diretto da Orazio Sciortino, nella triplice veste di solista al pianoforte (nel poco eseguito Concerto per pianoforte n. 19 in fa maggiore K 459 di Mozart), maestro concertatore alla guida di due raffinate pagine del Novecento francese (Pastorale d’été di Honegger e la Sinfonietta di Poulenc) e compositore di una nuova creazione appositamente commissionata da Fondazione Arena e qui proposta in prima esecuzione assoluta.

Dopo il denso Festival 2020 all’Arena di Verona (54 appuntamenti dal 13 giugno al 5 settembre), l’Orchestra e il Coro torneranno all’opera, letteralmente, al Teatro Filarmonico con altri due atti unici eseguiti la stessa sera per quattro recite, dal 18 al 25 ottobre. Viene proposto in prima esecuzione assoluta sulle scene veronesi il divertente Il Segreto di Susanna, elegante intermezzo del compositore veneziano Ermanno Wolf-Ferrari. A seguire, con Suor Angelica, raffinatissima elegia poco rappresentata, si compie la presentazione al pubblico delle tre opere che compongono il Trittico pucciniano (1918) comprendente Gianni Schicchi e Il Tabarro. L’allestimento è affidato ad una squadra di creatrici, comprendendo due titoli dal cast interamente femminile, con l’eccezione di un baritono: l’atto unico pucciniano ha la regia di Giorgia Guerra, mentre l’intermezzo di Wolf-Ferrari è firmato dall’erede dell’autore Federica Zagatti Wolf-Ferrari con le luci di Paolo Mazzon. Entrambi i titoli hanno le nuove scene di Serena Rocco e i costumi di Lorena Marin; sul podio sale il maestro Erina Yashima, giovane direttrice al debutto veronese. Lavinia Bini e Vittorio Prato saranno rispettivamente la Contessa e il Conte del Segreto di Susanna, mentre Donata D’Annunzio Lombardi, recentemente vincitrice del Premio Puccini, interpreterà Suon Angelica a fianco di illustri comprimarie.

Il Coro areniano sarà impegnato anche nel concerto del 23 e 24 ottobre in un ricco programma diretto dal maestro stabile del Coro Vito Lombardi, con pagine di Bellini, Donizetti e Verdi.

Il 30 e il 31 ottobre torna sul podio areniano Vittorio Bresciani, proseguendo la propria ricerca lisztiana con tre Rapsodie ungheresi (composte originariamente per pianoforte e qui proposte nella trascrizione di Doppler per grande orchestra) inserite in un programma autenticamente ungherese, con Kodály (le rare Danze di Marosszék) e Bartók, di cui viene proposto il poco eseguito Concerto per viola e orchestra con la partecipazione della prima parte Giuseppe Mari come solista.

Il mese di novembre è interamente dedicato alla stagione sinfonica, con concerti ogni settimana volti a fare conoscere e riscoprire pagine orchestrali e forme sinfoniche nate intorno a Beethoven (1770-1827), di cui nel 2020 si celebrano i 250 dalla nascita e a cui il Festival areniano dedica una spettacolare esecuzione della Nona sinfonia con solisti e coro, il 23 agosto, diretta da Ezio Bosso.

L’appuntamento dei giorni 6 e 7 novembre è diretto dal maestro Alessandro D’Agostini al suo esordio veronese e presenta tre sinfonie di diversa provenienza e destinazione: quella di Gluck per la sua opera Alceste (1767), quella di Spontini per La vestale (1807) e quella rarissima in re minore di Bellini (1801-1835). La seconda parte del concerto è invece tutta dedicata alla celeberrima Messa “dell’incoronazione” (Krönung-messe) per soli, coro e orchestra in do maggiore K 317 di Mozart.

Il 13 e il 14 novembre si entra nel pieno Ottocento con la direzione del giovane talento Nikolas Nägele con un programma dedicato allo Schubert maturo (Ouverture da Rosamunde op. 26) e al primo cimento sinfonico di Robert Schumann, la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38 nota anche come “Primavera”. Al centro del concerto c’è spazio per dialogare con i solisti Gűnther Sanin al violino e Sara Airoldi al violoncello (prime parti dell’Orchestra areniana) per il Doppio concerto in la minore op. 102 di Johannes Brahms.

Per il concerto dei giorni 20 e 21 novembre, in occasione della celebrazione di Santa Cecilia, patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti, torna a Verona Fabrizio Maria Carminati con la grande Messa solenne in sol maggiore in onore di Santa Cecilia, composta da Charles Gounod nel 1855 per tre solisti, coro, orchestra e organo, preceduta dalle Antiche danze e arie per liuto, Suite n. 1 e dalle Vetrate di chiesa P 150 di Ottorino Respighi.

Il 27 e il 28 novembre avrà luogo l’ultimo concerto in abbonamento, che vede il ritorno del direttore Andriy Yurkevych alla guida dell’Orchestra areniana nell’Ouverture Leonore n. 3 di Beethoven e della monumentale Sinfonia 1 in do minore op. 68 di Brahms, che più di tutte raccoglie il testimone della Nona del genio di Bonn. La prima parte Peter Szanto sarà impegnata come solista nel raro Poème di Ernest Chausson per violino e orchestra.

L’opera torna in scena dal 13 al 20 dicembre con Un Ballo in maschera di Giuseppe Verdi, firmata dal baritono verdiano Leo Nucci, esordiente alla regia di questo allestimento del Teatro Comunale di Piacenza, che si avvale delle scene di Carlo Centolavigna e dei costumi di Artemio Cabassi. Sul podio il maestro Daniel Oren. Il cast: Murat Karahan come Riccardo, Simone Piazzola sarà Renato, mentre Anna Pirozzi vestirà i panni di Amelia in alternanza al soprano albanese Enkeleda Kamani.

Il 2020 si conclude come da tradizione con l’atteso appuntamento del 31 dicembre: Orchestra e Coro dell’Arena di Verona, insieme a prestigiosi solisti, daranno vita a un inedito Concerto di Capodanno (fuori abbonamento) sulle più celebri arie d’operetta, diretti da Steven Mercurio, che ha recentemente brillato a Monaco nel maggio 2019 alla guida dell’orchestra areniana occasione del concerto “Amore & Amicizia”.

Le produzioni della Stagione Artistica 2020 vedono impegnati Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona.

Inoltre, in occasione di ciascuno dei 6 appuntamenti d’opera si riconfermano le Conferenze di presentazione in Sala Filarmonica organizzate dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Verona Lirica e l’Associazione Amici del Filarmonico. Gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili ed avranno inizio alle 18.00.

consueto fuori abbonamento.

È possibile acquistare abbonamenti, biglietti e Carnet presso:

Biglietteria Arena di Verona

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – Call center 045 8005151 – Punti di prevendita Geticket

Orari: da lunedì a venerdì 10:15-16:45 – sabato 09:15-12:45

Nei martedì, giovedì e venerdì di spettacolo, la biglietteria chiude alle 14.00

Biglietteria Teatro Filarmonico

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Tel. 045 8002880 – Fax 045 8013266

Apertura due ore prima di ogni spettacolo

biglietteria@arenadiverona.itwww.arena.it

Si ricorda infine che rinnovando o sottoscrivendo un abbonamento al Teatro Filarmonico si avrà diritto ad una tariffa speciale (circa il 30% di sconto) per acquistare un biglietto l’Arena di Verona Opera Festival 2020.

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