IL BALLETTO “NOTRE DAME DE PARIS” DI MARCO BATTI AL TEATRO CAMPLOY DI VERONA

notre dame de paris 2Il Balletto di Siena, fondato nel 2012 da Marco Batti, danzatore e maestro, coreografo e regista dalla prestigiosa formazione internazionale (New York, Londra, San Pietroburgo) oltre ad avere un intenso decennio di palcoscenico al proprio attivo con la compagnia Motus, nasce quale naturale filiazione dell’Ateneo della Danza (pure fondato da Batti) quando questa realtà formativa assurge a riferimento nazionale per giovani e talentuosi allievi, allo scopo di dare loro la quotidianità dell’impegno in sala e il continuo confronto con la scena.

Ora il Balletto di Siena è tra le più significative presenze nel panorama italiano di genere, molto apprezzato anche all’estero.

E’ formato da elementi provenienti da tutto il mondo, preparati e accuratamente selezionati sulla base delle qualità tecniche e interpretative, che devono spaziare dalla rigorosa formazione classica ai vari linguaggi contemporanei, con versatilità interpretativa per tutti questi mondi.

Il repertorio della compagnia, infatti, comprende spettacoli della tradizione classica e della produzione contemporanea, oltre che altri ancora ispirati a opere e coreografie storiche rilette in chiave moderna.

Tra questi ultimi figura “Notre Dame de Paris” (regia e coreografia di Marco Batti) visto il 21 marzo 2019 al Teatro Camploy di Verona nell’ambito della XV edizione della rassegna “L’altro Teatro”, organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e la Regione del Veneto e con Ersilia Cooperativa.

Ispirato al celeberrimo omonimo romanzo di Victor Hugo, lo spettacolo, drammaturgicamente di taglio narrativo con attenzione psicologica ai personaggi, nella coreografia equilibratamente alterna ben strutturati quadri di gruppo – alla rigorosa scansione ritmica, anche in assenza di musica, contribuiscono il respiro dei danzatori, il sibilo dell’aria prodotto dai fendenti delle spade e il battere a terra dei bastoni – a incisivi assolo e pas-de-deux.

Lo stile è elegante e carico di pathos, dal dinamismo atletico e di gusto ginnico, mentre asciuga tecnica e modi classici nella stringata sintesi contemporanea. Evoca efficacemente le atmosfere prevalentemente cupe e malinconiche del romanzo di Hugo, sottolineate inoltre dalle musiche di Riccardo Joshua Moretti, di ascendenza varia e di eclettica scelta strumentale, dove anche le valenze musicali dei silenzi hanno un ruolo non poco significativo.

I costumi (di Jasha Atelier) ispirati in parte a fogge medioevali accostati ad altri decisamente contemporanei, sono di calibrata sobrietà, mentre un impatto visivo maggiormente spettacolare viene riservato alle scenografie — allusive alle vetrate e ai doccioni di Notre Dame — e all’apparato scenotecnico (di Peroni S.p.a.), enfatizzati inoltre dagli effetti speciali ottenuti soprattutto grazie al light design di Claudia Tabbi.

Bravissimi, nei rispettivi ruoli e nei quadri di assieme, i danzatori, giovanissimi e di rimarchevole maturità artistica. Applausi vivissimi.

Franca Barbuggiani

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