STORIE IN CORSO – UDINE 2014-2018 PER IL CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

I Radio walkshow sono un’ esperienza crossmediale per l’esplorazione del territorio urbano in cui gli spettatori cittadini, grazie ad un sistema radio che permette di conversare camminando, diventano protagonisti di una riscoperta dei luoghi più significativi della memoria della Grande Guerra. Si tratta di un intervento partecipativo che offre ai fruitori una visione nuova su Udine al tempo della Prima Guerra Mondiale. Si ascoltano in radiocuffia repertori audio originali predisposti su web o microstorie raccolte durante il percorso, si utilizza il proprio smartphone per lasciare commenti e fotografie su twitter o facebook. La conversazione corale ottiene inoltre diffusione via etere grazie a Radio onde Furlane e parallela trasmissione in studio con ospiti qualificati.

Verranno approntati e proposti alla cittadinanza sei percorsi tematici- gli Avamposti- diversi per ogni appuntamento, scanditi in calendario fino a maggio 2016.

REPORT

Approccio alla conoscenza: complessità o linearità?

Un’altra bella esperienza ricca culturalmente e umanamente con Carlo Infante a Udine, nella riscoperta dei luoghi più significativi della memoria della Grande Guerra.

Si tratta del “Secondo Avamposto” tra i sei programmati e scanditi in calendario fino a maggio 2016 da Urban Experience, in collaborazione con il Comune di Udine, a celebrare il centenario della prima guerra mondiale di “Storie in corso. Udine 1914- 2018.

Nelle due giornate del 27 e 28 agosto 2015 un gruppo di cittadini ha potuto gratuitamente, su prenotazione, visitare prima Villa Italia di Torreano di Martignacco, con partenza in corriera da Udine e nella mattinata successiva il mercato di Udine, in un modo del tutto nuovo.

Non si è trattato infatti della classica visita guidata cui si è abituati con una guida che illustra il percorso “in modo lineare “citando personaggi e luoghi, quanto piuttosto di un viaggio “complesso” nel tempo collettivo e interiore, a rintracciare stralci di memoria e a riconnettere esperienze di vita vissuta o raccontata con apporti sia di esperti che dei cittadini partecipanti.

Grazie all’utilizzo di un sistema radio e di cuffie riceventi che permette di conversare camminando, su sollecitazione di Carlo Infante ciascuno ha potuto intervenire sui grandi temi della guerra, passata e presente, interrogarsi sugli eventi della storia e le loro motivazioni, confrontarsi con le fonti storiche grazie a repertori audio originali in cuffia, ascoltare direttamente le interviste fatte a storici ed esperti del settore.

Il walkshow di Villa Italia è stato arricchito dagli interventi pertinenti dell’attuale proprietario della villa, capace di soffermarsi in dettagli di vita vissuta, di informare sui documenti storici dell’epoca tuttora presenti e visibili, di raccontare storia ed evoluzione della ricca e variegata flora del parco, che hanno integrato i dettagli storici pubblici e privati della vita del re Vittorio Emanuele III che in questa villa ha soggiornato per essere vicino alle truppe allo scoppio della guerra, temi intorno ai quali sono nati dibattiti e confronto di opinioni sotto la guida esperta di Infante.

Si tratta di una proposta culturale con modalità complessa nel cui procedere, mentale e fisico, si intrecciano tematiche e nodi cruciali di riflessioni trasversali capaci di incidere anche nel proprio vissuto personale, non solo grazie ai contenuti veicolati quanto alla modalità della proposta che implica riflessioni e ragionamenti a tutto tondo: un’ esperienza arricchita dall’apporto di più voci, con collegamenti immediati in web e nei socialnetwork oltre che via etere, grazie a Giorgio Jannis in collegamento con Radio Onde Furlane che riprende in diretta conversazioni e interviste ed al complessivo sostegno organizzativo di Paolo Nitti.

A conclusione dell’esperienza di queste due giornate ci pare interessante riproporre questo quesito: “ lineare o complesso?parlando di “apprendimento dappertutto”, per citare una delle tante parole chiave di Urban Experience, ma allargando anche il discorso all’approccio generale alla conoscenza.

Questo grazie ad un travisamento iniziale accidentale del walkshow del 27, durante la visita a Villa Italia di Torreano di Martignacco, quando la troppo nutrita folla di partecipanti non preparati all’evento e poco informati sulle modalità della sua conduzione, anche per la fuorviante locandina illustrativa distribuita che poteva fare pensare alla classica “ lineare” visita guidata , si sono sentiti inizialmente spiazzati in un iter incomprensibile “troppo chiacchierato” e “ricco di interferenze”, interpretato come approssimativo e poco chiaro: c’è voluto un certo tempo per far rientrare alcuni partecipanti nel contesto corretto.

Aldilà delle problematiche organizzative che possono nascere in iniziative culturali “nuove”, di non facile comprensione forse nemmeno a chi non le pratica sistematicamente, questa diversa interpretazione “lineare/complesso” offre l’occasione di riflettere sul concetto di conoscenza e sull’idea/abitudine ( che principalmente mutuiamo dalla scuola in questo caso cattiva maestra) che essa si svolga linearmente secondo tappe consequenziali e verso un’unica direzione, secondo gradi di difficoltà sempre maggiori e dal docente al discente, piuttosto che irradiarsi in una sorta di mappa concettuale fatta di nodi critici trasversali da sviscerare e dibattere in un feedback continuo interazionale.

La pregnanza di questo secondo modo di procedere si è toccato con mano particolarmente nella seconda giornata tra le bancarelle del mercato quando lo zigzagare tipico del walkshow guidato da Infante ha pienamente centrato l’obiettivo, sollecitato da un continuo intreccio passato/presente, sia attraverso i racconti del Direttore del Museo storico sulla Grande Guerra di Ragogna, che attraverso ricordi e scritture legate al periodo della prima guerra mondiale e ambientati tra le piazze del centro storico di Udine, intrecciatisi con le dirette esperienze dei protagonisti della passeggiata.

Le due esperienze hanno generato commenti di comune apprezzamento, particolarmente nella seconda giornata, in cui tra i non pochi partecipanti si è creato un bel clima di condivisione e partecipazione, verso una logica di promozione di “cittadinanza attiva” , fondamentale obiettivo di Urban Experience.

Emanuela Dal Pozzo

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