A ZEVIO “STAND UP” DI NATALINO BALASSO

Grande energia e determinazione nelle più di due ore di spettacolo di Natalino Balasso al Castello di Zevio (Vr) venerdì 26 luglio 2013, uno degli appuntamenti più attesi del calendario dell’Estate Zeviana 2013. L’”antidivo” non si è concesso neppure una pausa, né una musica, ad interrompere il fiume in piena del suo monologo espressivamente veneto, dalle forti inflessioni dialettali, errori grammaticali compresi, nei maldestri tentativi di “italianizzare” i colori e le immagini tipiche della lingua dialettale, quella più ancestrale e che più immediatamente collega il cervello al cuore del proprio personaggio, che reincarna l’uomo padano di oggi, sospeso tra banalità, tentativi di riflessione, substrato culturale e scarsa cognizione di causa.

Balasso ci parla di cultura, ci dipinge a grandi tratti e in modo suggestivo la connessione tra l’Iliade e l’Odissea, si sofferma sui personaggi,le loro caratteristiche e il significato dei loro nomi, ci racconta le avventure di Ulisse e il rapporto tra le vicende umane e l’intervento degli dei, interrogandosi sul perchè la storia abbia scelto quelli come eroi e non altri. Ci parla anche del Vangelo, di San Pietro e di Cristo, senza mai perdere il contatto con la nostra realtà quotidiana veneta, in un intreccio di pensieri ed azioni ambientate nel nostro territorio e sospese tra la parabola e la barzelletta, con toni dissacratori che via via acquisiscono sempre maggiore rilievo.

La scelta del personaggio non è ovviamente casuale ed invita lo spettatore ad una subitanea identificazione, necessaria a Balasso per intavolare quell’analisi a tu per tu sui nostri più comuni modi di pensare, informati e deformati dai brandelli di conoscenza con cui veniamo in contatto nel nostro percorso di vita.

” Non siamo che un copia e incolla” dice Balasso durante lo spettacolo “e quelle che pensiamo siano le nostre idee, le nostre opinioni, sono solo delle reazioni.”

Quindi rincara la dose dissacrando i valori dell’amicizia, degli affetti e in particolar modo dell’amore. “ I bambini ci vogliono bene perchè diamo loro da mangiare”, dice, quanto al termine “amore”, termine inflazionato che mutuiamo dalle telenovele, andrebbe di volta in volta ripensato con parole come “fratellanza”, “affetto”, “odio”, piuttosto che essere espresso da frasi senza senso come “ti amerò per sempre” ecc.

Insiste sull’”odio”capace di unire le coppie di lunga data, soprattutto i matrimoni eterni di una volta, giacchè oggi la durata media di un matrimonio è di tre anni e mezzo e si sofferma a dipingere questo nostro sentimento, l’odio, spesso presente inconsapevolmente in noi, nell’istintiva felicità che si scatena nel confronto tra la distanza tra noi e gli altri, nel trionfo del nostro sorpasso, compresi i caselli autostradali con pagamento carta, rispetto a chi in fila attende.

Nonostante lo spettacolo sia comico e il folto pubblico si lasci andare spesso ad applausi, sorrisi e risate, i contenuti sono duri e spiazzanti.

Non mancano le perplessità, per quanti conoscono il comico solo di nome e non sono abituati alla sua talora caustica comicità. Eppure, in tanta crudezza o necessaria cattiveria, traspare amore per la vita, desiderio di darsi ( perchè un attore non può non darsi in un palcoscenico) e un barlume di speranza quando Balasso affronta il tema del viaggio parlando del turista di oggi. “ Non gli interessa il viaggio” dice “ma solo la destinazione, nella quale farà le stesse cose che fa nel luogo da dove è partito, mentre il viaggio è la conoscenza”.

E l’amore per la conoscenza, la stessa che guida Ulisse nel suo lungo percorso accidentato di ritorno ad Itaca, diventa una delle chiavi di lettura dello spettacolo, la possibilità di riscatto contro i clichè, i luoghi comuni e i pregiudizi.

Mi piacerebbe avvicinarlo per una breve intervista, ma il palcoscenico è blindato e il mio tentativo è debole, nella consapevolezza che l’attore sia ormai esausto e comprensibilmente refrattario a qualsiasi proprio ulteriore apporto.

Mentre penso che questo poderoso servizio d’ordine segni anche lo spartiaque tra gli attori di successo e no, rimando fiduciosa a una prossima occasione.

Emanuela Dal Pozzo

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