LA MOSTRA “LA MAGNIFICA OSSESSIONE” AL MART DI ROVERETO

In occasione della celebrazione dei suoi primi dieci anni di vita, ricchi di affascinanti mostre sempre curate nel dettaglio, capaci di ripercorrere la nostra storia e la nostra cultura del ‘900 ma non solo,il Mart , Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ha inaugurato venerdì 26 ottobre 2012 la mostra “La magnifica ossessione”.

In circa 1200 opere l’intero patrimonio del Mart stupisce per ricchezza, forza d’impatto, aderenza all’evoluzione stilistica, che si snoda in una miriade di sale a tema.

Emergono con forza vitale i nuclei fondamentali dei percorsi artistici che hanno segnato il pensiero e l’esperienza in tutto il ‘900, intrecciandosi con eventi storici irripetibili come la guerra, la contestazione nelle università, fino alla riproposizione di video e filmati dal sapore di “come eravamo”.

Il visitatore subisce l’effetto piacevolmente paralizzante di un tuffo nel passato, e si incanta nelle immagini, nei vissuti, nelle sollecitazioni sensoriali, nelle forme, nei colori, nelle strutture, negli oggetti, nelle composizioni plastiche, nelle sculture, nei bozzetti, nei disegni e nei video, di un tempo lungo quanto la sua storia.

Le categorie del tempo e del giudizio si sospendono, come in un percorso di un ‘Alice nel paese delle meraviglie dei giorni nostri, mentre forte è l’attrazione verso le tele che rimandano all’agitarsi emotivo dei singoli artisti. Scorrono Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Massimo Campigli, a scandagliare la realtà degli anni ’30, a ridosso di quella futurista, evocata nei suoi accenti rivoluzionari da Marinetti, ma soprattutto da Fortunato Depero e dalla sua Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne di Parigi del 1925, testimoniata da arredi, oggetti, tele, sculture e materiale fotografico.

Innumerevoli le sale coinvolte che si snodano per l’intero secondo piano del Mart: la gipsoteca intesa come atelier, galleria di sculture che si offrono allo sguardo dell’artista, del critico, del mercante del collezionista; una seconda stanza dedicata al “corpo in posa”inteso sia come nudo accademico che ideale; una stanza dedicata ai ritratti su tela e scultorei: un tuffo nelle forme e nel colore a riconoscere i tratti salienti degli artisti protagonisti a confronto; una stanza dedicata al “segno inciso”in cui campeggiano le opere degli incisori più noti, a testimonianza di una tecnica specifica ed evoluta; una serie di stanze dedicate al futurismo: a Fortunato Depero e a un suo soggetto cinematografico mai realizzato e al suo indissolubile intreccio con la tragedia del primo conflitto mondiale, in cui un video testimonianza racconta del “corpo ferito”; poi le ideologie sostanziate dai soggetti delle tele con autori a confronto come Emilio Vedova e Renato Guttuso, due stili diversi a testimoniare la partecipazione sociale alla realtà, il primo attraverso l’astrazione, il secondo attraverso la rappresentazione; la propaganda degli anni settanta testimoniata dai manifesti; il linguaggio dell’arte statunitense nel dopoguerra; l’arte italiana dal dopoguerra ad oggi secondo astrazioni geometriche; manifesti del movimento studentesco e lavori di mail art relativi alla “controcultura”, fino ai” mondi” e alle “rappresentazioni”dei giorni nostri.

La mostra, curata da Nicoletta Boschiero, Veronica Caciolli, Margherita de Pilati, Duccio Dogheria, Daniela Ferrari, Mariarosa Mariech, Paola Pettenella, Alessandra Tiddia, Denis Viva, Federico Zanoner, curatori e conservatori del Mart e con la partecipazione speciale degli artisti Paco Cao, Cristian Fogarolli, Emilio Isgrò, Paolo Meoni e Liliana Moro, e allestita da Gianni Filindeu con la collaborazione di Antonio Angioi, Salvatore Murgia e Pasquale Murru, sarà aperta ai visitatori fino al 6 ottobre 2013.

Un’occasione irrinunciabile non solo per quanti amano l’arte e il percorso creativo che sottosta alle personali scelte estetiche e culturali, ma anche per quanti vogliano riscoprire o ricordare le radici della propria esistenza.

Emanuela Dal Pozzo

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