BOLLE AND FRIENDS AL TEATRO ROMANO DI VERONA

Roberto Bolle all'Arena di Verona©Andrej Uspenski_ridSecondo tradizione ormai consolidata, anche in questo 2018 Fondazione Arena di Verona ha offerto, nell’antico anfiteatro romano, il 25 luglio, la chicca di una straordinaria serata con i maggiori danzatori del mondo. Sono gli “amici” dai quali Roberto Bolle si fa accompagnare in luoghi alternativi rispetto a quelli tradizionali per avvicinare l’arte della danza a un pubblico più vasto e vario possibile. Accanto a coreografie e a brani già presentati in edizioni passate, questo “Bolle and Friends”, organizzato da Opera Festival in collaborazione con Artedanza e ideato all’inizio del nostro millennio dallo stesso Roberto Bolle, étoile della Scala di Milano e principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York, ha inserito come gran finale e momento clou dell’evento la coreografia ideata e creata da Massimiliano Volpini, “Dorian Gray”.

Complice un videoselfie per catturare la propria immagine, da riflettere quindi in uno specchio a led, Bolle presta la sua statuaria fisicità e la apollinea bellezza del suo volto per un narcisistico ritratto dell’uomo moderno, ossessionato di protagonismo e dalla incorruttibile perfezione del proprio apparire. Finché il fasullo idolo va in frantumi, e l’assolo si fa, a tutti gli effetti, un passo a due. Con chi? Con un partner d’eccezione: lo straordinario violinista Alessandro Quarta (autore della musica composta e arrangiata sul tema della “Passacaglia” di H.I.F. Von Biber) che suona il suo strumento. Il resto della serata, preceduta da un saluto virtuale dai due maxi schermi ai lati della scena e da uno sguardo sul dietro le quinte tramite una videoclip, si è aperta con un omaggio di Bolle al mitico Freddie Mercury (nelle sale cinematografiche, a partire dal prossimo 29 novembre, verrà proiettato il film “Bohemian Rhapsody” di Bryan Jay Singer, dedicato a questa leggenda del rock, scomparsa nel 1991) per poi proseguire con la straordinaria carrellata di stelle.

I “Friends” si sono esibiti in magistrali performance.

Tra i protagonisti di coreografie accademiche storiche, come “Il Corsaro” (Petipa), “Lo Schiaccianoci” (Lev Ivanov da Petipa), “Don Chisciotte” (Petipa), spiccano, in vari ruoli, gli splendidi Misa Kuranga, del Boston Ballet, Angelo Greco, del San Francisco Ballet; Osiel Gouneo, del Bayerisches Staatsballett di Monaco; Nicoletta Manni, del Teatro alla Scala di Milano, Timofej Andrijashenko, pure del Teatro alla Scala di Milano, oltre allo stesso Roberto Bolle.

In creazioni più recenti come “Caravaggio” (Bigonzetti), affascinano i magnifici Roberto Bolle e Nicoletta Manni che, tra tenerezze e salde prese, interpretano i chiaroscuri della pittura del Maestro; mentre in “Step Addition” (Sébastien Galtier) si cimentano in plastiche acrobazie e contorsionismi. In “Canon in D Major” (Jiři Bubeniček), sugli scudi ritorna ancora Roberto Bolle, stavolta insieme a Nicola Del Freo e Gioacchio Starace, del Teatro alla Scala, nella trasposizione visiva della struttura musicale del brano di Pachelbel rivisto da Otto Bubeniček; in “Proust” (Roland Petit), invece, Roberto Bolle si presenta con Timofej Andrijashenko nella intimistica intesa di un elegante passo a due.

Visto il 25 luglio.

Franca Barbuggiani

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