LA MOSTRA “IL SEGNO DELL’OTTOCENTO. DISEGNO ITALIANO A VERONA” AL MUSEO DI CASTELVECCHIO DI VERONA.

il disegno dell'ottocento a veronaAncora un interessante appuntamento al Museo di Castelvecchio di Verona, con la mostra “Il segno dell’Ottocento. Disegno italiano a Verona”, visitabile fino al prossimo 28 febbraio in Sala Boggian. Promossa dal Comune di Verona-Direzione Musei d’Arte Monumenti e Biblioteca Civica, è curata da Elena Casotto e Sara Rodella, e ha il patrocinio della Regione Veneto. Manifestazione un po’ di nicchia, ma da non sottovalutare.

Per il tema su cui focalizza l’attenzione, ancora molto da approfondire; per le piacevoli e pregevoli opere esposte, in gran parte inedite, appartenenti a collezioni normalmente non fruibili dal pubblico e messe a disposizione dalla Biblioteca Civica di Verona, dal Gabinetto Disegni e Stampe dei Civici Musei d’Arte di Verona (il Gabinetto raccoglie e conserva opere grafiche italiane dal XVI secolo a oggi, superando il limite cronologico del Settecento, proprio dell’esposizione permanente del Museo, nonché quello geografico locale, da cui il sottotitolo della mostra) e dal Banco BPM, main sponsor dell’iniziativa; e come testimonianza della varietà della grafica italiana, che tocca tutti i generi, gli stili e le tematiche dell’epoca. Si tratta di una settantina di fogli — tra schizzi, bozzetti e disegni – di cinquantasei autori italiani, noti e meno conosciuti dal pubblico dei non addetti ai lavori, eseguiti a matita, penna, pastelli.

Le funzioni variano dallo schizzo per fissare un’idea, allo studio di un particolare; fino a divenire opere d’arte in sé autonomamente compiute. I soggetti riprendono quelli della pittura contemporanea: paesaggi, scene di storia e di genere, ritratti, autoritratti. Alla comprensione di tutto ciò aiuta, oltre alle preziose didascalie, l’intelligente e chiaro allestimento realizzato da Alba Di Lieto con Ketty Bertolaso, che mette a confronto le testimonianze grafiche con nove dipinti e una scultura coevi, scelti a dialogo e commento di esse.

Il visitatore riesce così a coglierne i cambiamenti ispirativi ed esecutivi, che seguono, con andamento parallelo o contiguo, quelli della pittura e della scultura, fino alla loro emancipazione da esse, specie a partire dalla seconda metà del secolo. La mostra è suddivisa in tre sezioni tematiche. Si inizia con i paesaggi e gli studi sulla natura. Seguono gli studi preparatori all’opera da eseguire o a un suo dettaglio. Si chiude con il ritratto e autoritratto e la ricerca sulla figura umana.

A ideale omaggio alla città ospitante, introducono l’esposizione alcuni disegni (anonimi) di significativi monumenti e vedute di Verona. Nella sezione “naturalistica”, si notano, tra l’altro, pregevoli teste di animali, come quella “di mucca”, di Alfredo De Simoni, e “di cavallo”, di Henry Coleman, di gusto già decisamente verista. Di particolare interesse il segmento dei ritratti (“di Massalongo”, di Angelo Dall’Oca Bianca) e autoritratti (di Ambrogio Riva) e degli studi di figura (“Giovane seduto”, comunicante ammiccanti inquietudini adolescenziali, di Fausto Zonaro; una assorta e concentrata “Donna che lavora a maglia”, di Vincenzo Dattoli; “Donne a passeggio”, nel piacere della bella giornata, di Giuseppe De Nittis; il molle abbandono della moglie delicatamente ritratta nel sonno da Federico Faruffini). Non mancano le curiosità, come alcune vedute e scene di genere destinate soprattutto ai viaggiatori del grand tour che completava, dopo gli studi, l’educazione dei giovani aristocratici europei. Una di queste, dedicata a Napoli, è articolata in vari fogli, ottenendo gli effetti del grandangolo fotografico. Segantini, invece, testimonia l’emancipazione della grafica in senso autonomo, rielaborando e sviluppando nel disegno suoi lavori pittorici precedenti.

Un ottimo esempio, questa mostra gioiello, di sinergia tra varie istituzioni; a tutto vantaggio del fruitore, come hanno sottolineato i direttori della mostra stessa Margherita Bolla e Agostino Contò il giorno dell’inaugurazione.

Franca Barbuggiani

Il segno dell’Ottocento. Disegno italiano a Verona”

Museo di Castelvecchio, Sala Boggian

Corso Castelvecchio, 2 – Verona

Orari: martedì-domenica 8.30-19.30; lunedì 13.30-19.30

Biglietti: da 7,50 a 1.00 €

Info: tel. 045 8062611; fax 045 8062652; e-mail castelvecchio@comune.verona.it; www.verona.it

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