LA MOSTRA DI FOTOGRAFIA DI RENATO BEGNONI: LA PERCEZIONE DELLA VITA

Renato Begnoni Tre Marie, 2013 fine art smooth cotton whiteNon è insolito questo titolo “La percezione della vita” per questa mostra particolare che raccoglie in 50 significative opere l’intera vita artistica (1985-2015) di Renato Begnoni, che ha deciso di esporre questa sua prima monografica nel Palazzo Bottagisio di Villafranca Veronese, la sua cittadina natale, tributo alle origini che lo hanno visto crescere.

L’artista infatti, già noto nel settore per lo stile raffinato delle sue composizioni, lavori unici esteticamente preziosi, sì calibrati nella forma e nel colore ma anche significative sintesi del suo modo personale di guardare alla vita interrogandosi sul mondo che è e che verrà e capace quindi di coniugare in mondo perfetto estetica e contenuto, ha già esposto in gallerie prestigiose.

Era presente al padiglione Italia ai Giardini alla XLVI Biennale d’arte internazionale di Venezia nel 1995, alla Triennale di Milano nel 2000, alla Fondazione Bevilacqua la Masa sempre di Venezia nel 2010, ancora alla LIV Biennale d’arte internazionale di Venezia nel 2011, per citare solo le sedi italiane più significative, ( tralasciando i riconoscimenti e le mostre in Svezia, Germania, Russia ,Canada) ed è tuttora presente con lavori conservati al Museo Ca’ Pesaro Bevilacqua la Masa di Venezia, al Museo Alinari di Firenze, alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi, al Fotoforum Museum of Modern Art di San Francisco (USA), alla Fondazione casa Tre Oci di Venezia.

E’ interessante, coinvolgente e piacevole seguire l’evoluzione di questo artista attraverso la lettura ( ma anche la semplice visione) delle sue opere lungo le sale della mostra, perché l’empatia con il detto e non detto che traspare in ciascuna e che dà a ciascuna quella traiettoria di senso che congiunge il passato con il divenire è davvero immediata, come se il depositarsi di più memorie storiche si svelasse con chiarezza al primo impatto.

E’ un incontro che tocca le nostre radici umane profonde, i luoghi della nostra infanzia, come le sacrestie, con dettagli di ex voto ancora più precisi, brandelli di memoria che si ricompongono filtrati dal nostro immaginario che non solo si interpone tra noi e le opere ma che agisce all’interno dell’opera stessa, in un dialogo tra il certo e il possibile, in cui trasudano presenze che non si vedono o in cui gli oggetti di culto assurgono ad altri significati, come se la dilatazione degli occhi di un bambino potesse arrivare fino a noi, fino ad arrivare alle opere più recenti in una ricerca dell’essenza che passa attraverso la nudità fisica e quella della pietra.Renato Begnoni Palazzo Bottagisio, interno 2015 (inedito) fine art smooth cotton white

Tanti i punti chiave che hanno attraversato la sua ricerca, modificando immagini e contenuti, indagato aspetti e temi del nostro quotidiano sociale e introspettivo ( a tratti mistico, con le presenze/assenze) e di cui abbiamo già trattato in precedenti interviste.

La mostra, che rimarrà aperta fino alla fine di febbraio, va vissuta quale momento di condivisione interiore e di silenzio, lasciando che le immagini ci parlino, ma anche di assaporazione estetica di rari equilibri formali.

Segnaliamo che il 5 febbraio 2016 alle ore 19 si terrà presso la libreria Terza Pagina in Corso Garibaldi 16/g di Villafranca Veronese la presentazione del catalogo con le opere dell’autore, da parte di Valeria Nicolis e in presenza dell’artista.

Emanuela Dal Pozzo

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