STAGIONE LIRICA:DON GIOVANNI. UN NUOVO SPETTACOLO AMBIENTATO NELLA NEW YORK DELI ANNI OTTANTA.

Va in scena mercoledì 11 febbraio 2015 alle 20 con repliche venerdì 13 febbraio e domenica 15 febbraio alle 15.30 al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” il Don Giovanni di Mozart in una nuova produzione curata da Fondazione Teatro Comunale di Modena in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro del Giglio di Lucca e Ópera Tenerife – Auditorio de Tenerife “Adán Martín”. L’opera è diretta da Aldo Sisillo per la regia di Rosetta Cucchi. Il cast affianca interpreti di rilievo internazionale, quali Alessandro Luongo, nel ruolo del titolo, Yolanda Auyanet e Roberto de Candia (Leporello), a cantanti perfezionati sotto la guida di Mirella Freni al CUBEC Accademia di Belcanto di Modena nelle parti di fianco. L’Orchestra è quella Regionale dell’Emilia Romagna, il coro è il Lirico Amadeus-Fondazione Teatro Comunale di Modena. L’opera va in scena nel contesto di un progetto dedicato al trittico Mozart/Da Ponte che ha già visto la messa in scena delle Nozze di Figaro nel 2013.

Don Giovanni non è solo uno dei grandi capolavori di Mozart, ma di tutta la storia della musica. L’opera, costruita sopra il testo esemplare di Lorenzo Da Ponte, realizza un equilibrio inscindibile tra commedia e tragedia in un dramma dal profilo etico e metafisico dove gli istinti umani più bassi si mescolano ai più alti ideali. Don Giovanni è un personaggio che affascina e respinge con la stessa intensità. Incarnazione di un uomo senza umanità, di un essere libero che non ha coscienza sociale, si muove con l’inarrestabile energia e con il coraggio irresistibile del seduttore. Un edonista che cerca il piacere senza pensare alle conseguenze.

Definito ‘il mito della modernità’, quello di Don Giovanni ha conosciuto, prima e dopo Mozart, innumerevoli rielaborazioni a partire dal 1630, anno in cui il drammaturgo spagnolo Tirso de Molina inaugurò il fortunato filone con L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra. Un soggetto che nei secoli a seguire ha trovato, e incontra tutt’ora, fortuna e fascino in ogni disciplina espressiva, da Byron a Richard Strauss, da Ingmar Bergman a Jim Jarmusch.

Lo spettacolo in scena a Modena è ambientato sullo sfondo di una New York anni Ottanta. Un luogo che sembra fatto per Don Giovanni, una giostra inarrestabile dove la ricerca del piacere si trova in ogni angolo della città. “Ho pensato all’America reaganiana degli anni Ottanta – racconta la regista Rosetta Cucchi – ottimista e proiettata verso il futuro ma dove il moralismo borghese si contrapponeva alla crescente voglia di libertà di una parte della società; dove le grandi star del rock facevano impazzire i giovani e venivano seguite nelle mode e nei costumi morali e sessuali. Ma anche l’America dove l’ombra dell’AIDS iniziava a prendere forma e c’era chi la giudicava come una giusta punizione divina della corruzione dei costumi. In questo contesto ho immaginato un Don Giovanni star di uno dei locali alla moda newyorkesi come poteva essere il mitico Studio 54, amato da tutte le donne e da esse odiato quando stanco e annoiato le rifiutava. Un uomo mito che vive sopra le righe, forse conscio di dover bruciare tutto e subito rifiutando un futuro di decadenza fisica e sperando in una fine spettacolare”.

Questo è il secondo appuntamento della trilogia Mozart-Da Ponte – aggiunge la regista dell’opera – iniziata qui a Modena due anni fa con Nozze di Figaro, e che si chiuderà con Così fan tutte . Scegliere un fil rouge per una trilogia è spesso un processo empatico tra i caratteri propri delle opere e la connotazione che il regista vuole dare ai personaggi, come disegnare le loro fragilità e debolezze, scrutando nel più profondo dei rapporti umani per estrapolarne l’essenza ed arrivare a dare al fruitore una fotografia ogni volta nuova ma sempre fedele a ciò che la musica racconta. In questo caso, dove l’essere umano in tutte le sue sfaccettature è protagonista di questa trilogia, ho voluto scegliere come tema conduttore non un tempo ma un luogo ben preciso che sono gli Stati Uniti d’America, paese dove lo stesso Da Ponte trascorse l’ultima parte della sua esistenza morendo a New York e dove si spese tanto fino a riuscire a mettere in scena nel 1825 proprio il “Don Giovanni” nella speranza di far nascere un primo teatro d’opera.”

Personaggi e interpreti

Don Giovanni Alessandro Luongo

Il Commendatore Costantino Finucci

Donna Anna Yolanda Auyanet

Don Ottavio Francesco Marsiglia* / Blagoj Nacoski

Donna Elvira Raffaella Lupinacci

Leporello Roberto De Candia

Masetto Felipe Correia Oliveira** / Fumitoshi Miyamoto**

Zerlina Ayse Sener**

Direttore Aldo Sisillo

Regia Rosetta Cucchi

Scene Andrea De Micheli

Costumi Claudia Pernigotti

Luci Andrea Ricci

Maestro del coro Stefano Colò

Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna

Coro Lirico Amadeus-Fondazione Teatro Comunale di Modena

Coproduzione

Fondazione Teatro Comunale di Modena

Fondazione Teatri di Piacenza

Teatro del Giglio di Lucca

Ópera Tenerife – Auditorio de Tenerife “Adán Martín”

* Interprete perfezionatosi al “CUBEC Accademia di Belcanto di Modena”

** Interpreti selezionati fra gli studenti del “CUBEC Accademia di Belcanto di Modena”

 

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