IL REQUIEM DI VERDI AL TEATRO REGIO DI TORINO

Verdi esige sempre teatralità, intensa passione , serrata compattezza e articolata dinamica e , quando si tratta di una delle sue opere più complesse ed intense quale questo ‘Requiem’ che Verdi scrisse in onore e memoria di quell’Alessandro Manzoni da lui amato e stimato immensamente , tutto ciò deve essere ancor più cesellato e definito .

Più dramma sacro che pagina liturgica, la partitura verdiana, elaborato insieme di brani , quasi forme chiuse di un contesto teatrale, necessita di uua lettura approfondita e coerente che, portata avanti con vigore, riesca a trasmettere tanto la terribile ed inesorabile intensità del giudizio ( “Dies irae”) quanto la morbida e languente morbidezza delle pagine di preghiera ( “Lacrymosa”) e quella del M° Gianandrea Noseda, alla guida dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino ci ha convinto per sensibilità e coerenza espressiva.

Prettamente teatrale tanto che a tratti sembra di riscontrare la drammaticità della recitazione, la spazialità dei tempi scenici ed il sottotesto presentissimo e denso di significato, la sua lettura s’impone per immediatezza ed ampio respiro drammatico ; in questo contesto naturalmente i solisti appaiono quali attori all’interno di un copione sapientemente impostato e tutto ciò porta da subito ad un immediato coinvolgimento emotivo da parte del pubblico presente in sala . Tempi serrati , giuste dinamiche ed un attento lavoro con le sezioni alla ricerca di quel fraseggio variegato e vastissimo che la partitura propone unitamente ad un attento lavoro con i cantanti hanno così reso la lettura di Noseda davvero netta , marcata ed incisiva, molto interessante ed ancor più in un momento storico in cui le interpretazioni personali , in ogni campo , spesso cozzano con la ‘critica del consenso’ ed hanno vita difficile .

Naturalmente l’ottimo Coro ( assai ben diretto dal M° Claudio Fenoglio ) del Teatro Regio unitamente all’Orchestra si sono davvero ben distinti per giusta musicalità e vigore .

Buono il livello complessivo dei solisti impegnati : Gregory Kunde ed Erika Grimaldi ( sostituti all’ultimo momento dei previsti Jorge De Leon e Hui He) Daniela Barcellona e Michele Pertusi .

Gregory Kunde esprime assai bene il dettato verdiano alternando ad un accento vigoroso e tecnicamente assai ben sorretto una grande attenzione a fraseggio ed accento cantando nel complesso assai bene anche se il versante prettamente lirico ( “Hostias”) risulta, a volte, un pò sacrificato ma ciò è naturale data l’attuale vocalità dell’artista .

Erika Grimaldi si è portata con professionalità anche se il suo timbro non sembra essere il più idoneo ad un ruolo dove una vocalità robusta e piena deve accompagnarsi ad una profonda e teatrale drammaticità sorretta da una tecnica più che robusta .

Assai puliti e cesellati per curata musicalità e fraseggio ma vocalmente non certo ideali a questa partitura dove basso e mezzosoprano conoscono accenti in cui oltre alla bella e rotonda vocalità deve giocare un’ intensità di più ampio respiro, Daniela Barcellona e Michele Pertusi che, da grandi professionisti quali sono, l’hanno in ogni caso interpretata, attraverso un sapiente ed intelligente uso del proprio strumento, in maniera eccellente .

Il pubblico salutava con entusiasmo (dopo un prolungato silenzio, più significativo, in questo senso, in teatro di mille ovazioni ) questa teatralissima “Messa da Requiem” in cui l’emozione e la professionalità degli artisti tutti contribuivano alla costruzione di una lettura tanto marcata e definita nell’intento e nell’esecuzione quanto profonda nella sua più intima significante motrando ancora una volta che, anche di questi tempi, in teatro è ancora e sempre la collaborazione e la comunione d’intenti , naturalmente sapientemente guidata. a fare la differenza.

Torino, 05/10/2014

SILVIA CAMPANA

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