MONICA DAY. 2014“LA STELLA CHE RIDE” .GLI SPETTACOLI

Non abbiamo potuto esserci il sabato sera al Monica Day 2014” La stella che ride”, il consueto appuntamento autunnale organizzato da “ La Casa di Arlecchino”, che raccoglie i burattinai disponibili ad offrire il proprio spettacolo ( e spesso il proprio ingegno) gratuitamente,a Villa Pisani di Biadene di Montebelluna (Treviso), il cui ricavato va in beneficenza . (vedi precedente comunicato stampa).

Non possiamo quindi recensire l’esibizione di Maurizio Gioco di Verona sulla grande guerra “I Recuperanti- burattini in trincea”: un momento dedicato agli adulti, a ricordare che il teatro di figura, oggi principalmente veicolato per un pubblico di bambini, era originariamente un teatro per tutti.

Abbiamo però assistito ai quattro spettacoli previsti da programma per la domenica pomeriggio, in data 5 ottobre 2014, tre dei quali all’aperto nel parco, di fronte ad un pubblico di numerosi bambini accompagnati. E’ interessante notare come anche quest’anno l’esibizione gratuita non sia stata traduzione di scarsa qualità, nonostante evidenti differenze di livello in ordine sia alla padronanza della tecnica, sia all’originalità e alla cura dei contenuti, cosa che ci ha indotto a riflettere sulla necessità futura di una selezione delle Compagnie, anche per una forma di rispetto nei confronti degli spettatori.

Il primo spettacolo “ Cavoli a merenda” del Teatro alla Panna di Senigallia non ha tradito le consuete aspettative. Presente anche gli anni precedenti il duo di burattinai ha saputo coniugare in modo magistrale caratteri, drammaturgia, movimento, interpretazione, con i giusti toni “trasgressivi” tanto cari ai bambini, ma senza eccessivi ammiccamenti, svelando in parte i trucchi da “dietro scena”.Ha anche scavato oltre la superficie di un testo di apparente fiaba classica a rintracciare problematiche di vita quotidiana, con un linguaggio rivolto agli adulti, smaliziato nei contenuti e “vero” oltre le convenzionali frasi di consenso comune. Bravi.

Il secondo più che uno spettacolo è stato un intervento: un “trade union “ tra il primo e il terzo spettacolo mi spiega poi Giorgio Gabrielli di Quistello ( Mantova), ma, secondo il nostro parere, un intervento d’eccezione, breve ed incisivo, originale ed intelligente, come ormai le apparizioni di questo interessante burattinaio, in continua ricerca ed evoluzione: “ Intrattenimento con pupazzo da elemosina e burattini- Monsieur Baraccabarbone da Siviglia- burattinaio”.

Il nuovo personaggio con cui appare è la sua ultima invenzione: un travestimento all’unisono con la baracca caricata sulla schiena, personaggio/spettacolo itinerante in cui abbiamo percepito con chiarezza una continuità con quelli bellissimi suoi dell’anno scorso, sintesi che ci pare quindi testimoniare anche una sorta di coerenza interiore estetico/ espressiva nel tempo e che ne rivela la cifra artistica.

Dopo il tragitto la baracca guadagna il palcoscenico e il burattinaio ci concede un breve spettacolo in cui i due burattini il medico e la sua assistente Signorina La Morte dialogano con il pubblico e spiegano come guadagnare soldi senza curare. Il livello complessivo ideativo, d’ingegno, di cura e di resa è molto alto.

Il terzo spettacolo si muove su binari certamente più tradizionali in ordine al testo, che risente di lentezze, fatica, ridondanze che andrebbero smussate, ripensate e rinforzate con note di qualità che qui ci sono parse più sotto forma di spunti che di sviluppi.

Più che uno spettacolo di burattini è uno spettacolo di pupazzi e d’attore ( belli i pupazzi e intrigante la nave scenografica), ma risulta nel complesso troppo lungo, poco interessante e con un ritmo diluito che appesantisce il tutto, con intenzioni moralistiche senz’altro buone ma che piombano nello scontato: l’idea è buona e pensiamo che un intervento competente di regia e di drammaturgia possa salvare lo spettacolo, che pur avendo dei buoni momenti, ora non risulta del tutto convincente.

Il quarto spettacolo si svolge all’interno del teatro della Villa. Un’unica burattinaia Isabelle Roth di Reggio Emilia a muovere un pupazzo che si prepara per un viaggio tra gli oggetti di casa. Lo spettacolo è “Panama 2013”. Onestamente non so cosa si possa salvare di questo spettacolo, privo di una drammaturgia efficace sia in ordine alle azioni che in ordine al testo. L’assenza di ritmo e di contenuti inducono noia e stanchezza e il pubblico sciama.

Vale la pena sottolineare la presenza durante tutta la giornata del laboratorio Giocacarta con il noto scenografo Natale Panaro di Castelletto d’Erro ( AL), che ha raccolto grandi e piccoli nella costruzione di burattini di carta.

Emanuela Dal Pozzo

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