I NEDERLANDS DANS THEATER AL TEATRO ROMANO DI VERONA. RECENSIONE.

Notevole esibizione quella dei Nederlands Dans Theater NDT2, direttore artistico Paul Lightfoot, in scena al Teatro Romano di Verona, all’interno dell’ Estate Teatrale Veronese, peccato in un teatro non gremito.

La compagnia olandese di danza contemporanea, nota per offrire un vasto e composito repertorio ideato da diversi coreografi famosi e innovativi, oltre che per formare ballerini di tutto il mondo che si confrontano con gli eterogenei linguaggi della danza contemporanea, ha per l’occasione presentato tre lavori, di tre coreografi diversi, di solida drammaturgia e la cui struttura si è via via chiarita nel contesto delineato dall’insieme delle azioni sceniche.

Azioni sceniche ricche di spunti e di contaminazioni, che hanno spaziato nel tempo talvolta con scherzosa ironia, altre volte con spunti di riflessione intimisti, stemperati da un’estroversione del gesto rivolto all’altro o teso ad una più ampia comunicazione collettiva, in particolare nel primo pezzo proposto “Wir sagen uns Dunkles” di Marco Goecke, datato 2017, che sulle note del Nocturno in mi minore opus 148 D 897 di Franz Schubert raggiunge momenti di lirismo pur conservando un linguaggio particolare e originale frammentato e ricco di cambi.

Il pezzo, che si avvale anche delle musiche di Placebo e di Alfred Shnittke, nelle intenzioni del coreografo celebra il suo incontro con i ballerini, i quali dimostrano assoluta padronanza tecnica del linguaggio di Goecke.

Non meno interessante il secondo pezzo proposto “Simple Things” di Hans van Manen, datato 2001, centrato sul passo a due, introdotto e chiuso da due duetti maschili di simpatica estroversione a tratti allusivi ai passi delle maschere della commedia dell’arte, mentre il pezzo centrale dedicato al rapporto di coppia uomo/donna si snoda largamente contaminato dalle posizioni e dalle figure della danza classica sulle note delle musiche di Scarlatti, di Haydn, di Hoboken, di Peteris Vasks.

Il terzo e ultimo balletto proposto “ Sad Case”, creato nel 1998 e considerato una delle colonne portanti dell’opera di Leon&Lightfoot è una parodia ricca di citazioni, una satira pervasa di ironia e di leggerezza, con punte poetiche, sulle note del mambo messicano di Perez Prado e gli apportti musicali di Alberto Dominguez, Ernesto Lecuona, Ray Barretto, Trio Los Panchos e Augustin Lara.

Altissimo il livello tecnico degli interpreti che unito all’originalità e versatilità delle coreografie ha entusiasmato il pubblico presente che ha premiato la performance con lunghi applausi.

In replica anche il 12 luglio 2019.

Emanuela Dal Pozzo

Visto l’11 luglio 2019

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