BORGONERO: UN’AZIONE CORALE TEATRALE DI FORTE SUGGESTIONE

IMG_5047Ci siamo concessi una breve incursione a Casole d’Elsa ( Siena) il 20 luglio 2018 per seguire l’evento Borgonero, in un centro storico fasciato da stoffa nera e illuminato dalla luce delle candele e non siamo rimasti delusi, al contrario, con il senno di poi, la resa ci è parsa superiore alle aspettative.

Un evento teatrale itinerante “immersivo”,originale e corale, dalle 20, 30 alle 24, difficilmente associabile a format già noti, che ha preferito alla linearità consequenziale di una drammaturgia unica a tappe, lo snodarsi di personaggi, situazioni, performance e spettacoli legati tra loro da un contesto storico comune medievale e dalla figura principale di una strega, secondo l’ideazione di Luciana Calamassi e a cura dell’Associazione “CasoleEventi”.

La piena riuscita dell’operazione, non nuova nella sua coralità paesana che vanta l’annuale “presepium” d’ambientazione romana cui partecipano in veste di personaggi e comparse gli abitanti di Casole d’Elsa, sempre sotto la guida di CasoleEventi, non è tanto dovuta al suggestivo contorno peraltro ricco di angoli scenografici, personaggi, simboli e fiaccole infuocate che hanno “abitato” il centro storico di Casole, piuttosto alla selezione delle scelte in un’indagine del noir ricco di sfaccettature, oltre gli stereotipi di facile effetto.215325AE-0797-4892-B760-3F50115C4AD9

Un filo conduttore intelligente e variegato che senza mai interrompersi ha saputo offrire con la stessa intensità comunicativa approcci, registri e sensibilità diverse, alternando momenti spettacolari ed onirici dai rimandi mitologici (Zoè, il principio della vita) , a momenti poetico lirici ( il teatro danza tra le tombe del cimitero), fino a situazioni crude storiche ( il rogo finale della strega, con Gli inquisitori della Compagnia Teatrale Campana), eventi accompagnati dal teatro itinerante di “kalofen”, dai personaggi inediti del Minotauro e della Mietitrice e da figure soliste di contorno dai raccapriccianti rimandi grazie ad un trucco accurato.

Particolarmente apprezzabile ci è parso il contrasto voluto tra la delicatezza quasi impalpabile della danza spettrale nel cimitero ad opera dei danzatori della Dance Group 2000 e la crudezza delle scene più storico veritiere, come il rogo finale, ma anche il passaggio della strega a cavallo, che nulla parevano avere di “finto teatrale” quanto piuttosto di fedele ricostruzione di clima e ambiente, anche nella essenziale riproposizione delle scene ( peraltro affidate ad attori occasionali del luogo), contrasto mediato dal vero e proprio spettacolo atteso nella piazza principale del paese “Zoe, il principio della vita”.

IMG_5060“ Zoe, il principo della vita”, spettacolo clou dell’evento, ha affascinato gli spettatori assiepati intorno alle transenne dello spazio scenico per gli spettacolari giochi di luce, di fuoco e pirotecnici che la Compagnia del Piccolo Nuovo Teatro di Perugia ha portato in scena. Una ventata d’innovazione nel teatro di strada, in cui la Compagnia è specializzata da diversi anni, capace di unire la straordinaria abilità tecnica degli interpreti, che vale la pena citare: Alessio Papini Lorenzo Incontri Roberto Capocchia Giuliapaola Fagioli Jessica Bruni Agnese Menzoli Marco Serrau e Amedeo Grilli, nella danza aerea, nel teatro danza sui trampoli e nella giocoleria, con l’invenzione di macchine sceniche e nuovi effetti in cui il fuoco ( pirotecnico e non ) diventa l’elemento principe.Borgo Nero (19)-1

Tutti sui trampoli gli attori, per l’intera durata dello spettacolo, impegnati in danze e in figure coreografiche acrobatiche per raccontarci il rapporto dialettico tra uomo e natura attraverso la figura di Demetra, Natura Madre e la figlia Persefone che donandosi all’uomo scatenerà l’ira degli dei fino al compromesso finale: l’alternarsi delle stagioni. Uno spettacolo ricco di umori e passioni ( dall’amore, all’inganno, all’odio) di capacità interpretativa, di dettagli curati tanto nelle scene che nei ricchi costumi, sottolineato da una nutrita e poliedrica colonna sonora suggestiva ed evocativa, con autori come Ronand Hardiman,  Two Steps From Hell, Immediate Music, E.S. Posthumus, Klint Marsell e Kronos Quartet, Thomas Bergersen, e titoli come ” Tears of blood” , ” Empire of angels”, “Requiem for a dream”, “The lord of the dance“. Uno spettacolo con scelte di grande qualità che non hanno puntato al risparmio.

IMG_5054Un contesto “immersivo”, questo di Borgonero, in cui gli spettatori ( almeno un migliaio in questa serata), curiosi e a proprio agio, hanno facilmente perdonato gli intoppi e gli imprevisti di questa prima ( di tre giornate) Edizione Zero, che oltre a qualche incidente tecnico causato da spettatori distratti, ha visto forse a tratti eccessiva dilatazione dei tempi tra una performance e l’altra.

Oltre alle profondità tematiche, allusive a possibili futuri sviluppi almeno nelle tre direzioni delineate, ( chissà se in futuro questa manifestazione si arricchirà di nuove visioni del noir con la stessa attenzione con cui è stata preparata quest’anno), ci è parsa ottima la scelta dei personaggi di contorno, che si aggiravano per le vie, ottima la scelta che alcuni di essi camminassero sui trampoli o viaggiassero a cavallo per una maggiore forza d’impatto, ricercato lo studio dei costumi e accurato il trucco. Labile inoltre il confine tra professionisti e non, in questa parata allargata giocata sugli effetti speciali, i suoni e la precisione tecnica e pensata secondo le specifiche competenze di ciascuno, che in futuro potrebbe nutrirsi di maggiori presenze, capaci di alternare professionisti e non, nella logica intrapresa, sia con performances ad hoc, che con situazioni credibili storiche di ricostruzione del tempo capaci di interagire con gli spettatori.IMG_5040

In conclusione un evento studiato nei particolari e pensato “con gli occhi di chi guarda” e il cui successo si sembra sia stato proprio in quel non seguire la tendenza oggi dilagante ( anche in teatro) di pressapochismo e superficialità di preparazione da un lato, di narcisismo ( il punto di vista dell’attore) e supponenza dall’altro, anche se non sarebbe guastata lungo il percorso una presenza più massiccia di figure e situazioni.

Emanuela Dal Pozzo

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