TEATRO AGITO E NON DESCRITTO IN “LA SCORTECATA” AL CAMPLOY DI VERONA PER LA RASSEGNA L’ALTRO TEATRO

04/07/2017 60 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Caio Melisso, spettacolo La Scorticata testo e regia di Emma Dante. Nella foto Carmine Maringola

Camploy di Verona gremito il 2 marzo 2018, tra addetti ai lavori, appassionati di teatro e spettatori accorti, per l’atteso spettacolo di Emma Dante “ La Scortecata”, ormai una firma nel mondo del teatro, per un approccio originale di stile e linguaggi, ormai riconoscibili, con i quali si è imposta alla critica e ha diviso il gusto del pubblico.

L’abbiamo già vista in precedenti spettacoli che non tutte luci ci erano parsi.

Abbiamo visto il disagio in cui a volte ama mettere lo spettatore nel “ dire ciò che non si dovrebbe dire” o “fare ciò che non si dovrebbe fare”, con scene volutamente provocatorie in cui talvolta il cattivo gusto si mescola alla volgarità, intesa nell’accezione originale del termine “ espressione plebea del volgo” ( intesa come espressioni e comportamenti che scavano in ambiti di cui non si parla o non si sa e si preferisce lasciare in ombra) o nell’ironico che diventa grottesco nell’accostamento di opposti, o dalla fissità di scena che intrappolava talvolta gli attori in azioni stereotipate ( Trilogia degli occhiali). Scelte portate all’estremo che a volte ci sono sembrate più “ dichiarate” che motivate o necessarie alla struttura drammaturgica.60 Festival di Spoleto, spettacolo La Scortecata

Fiaba liberamente tratta da “Lo cunto de li cunti”, noto anche come “Pentamerone” ( cinque giornate), una raccolta di cinquanta fiabe di Giambattista Basile, autore napoletano del ‘600, è qui riscritta da Emma Dante e riproposta in lingua napoletana, la cui ricchezza lessicale e di immagini diventa capace di sottolineare verbalmente le mille sfumature delle azioni sceniche dei due bravissimi protagonisti, Salvatore d’Onofrio e Carmine Maringola, due uomini in panni femminili come da tradizione teatrale settecentesca, in questo caso di due sorelle ultranovantenni che si confrontano con la bellezza e la giovinezza, sempre esposti in una conduzione dei corpi in tensione e in una mobilità danzata che nulla cede alla descrizione.

Ottima la regia di Emma Dante di questo spettacolo, produzione del Festival di Spoleto 60 e del Teatro Biondo di Palermo, in collaborazione con Atto Unico, Compagnia Sud Costa Occidentale, capace di guidare il filo invisibile che lega i due attori nello svolgimento della fiaba senza mai interromperlo.

60 Festival di Spoleto, spettacolo La ScortecataEsemplare la semplicità di scena sempre da lei curata, capace da subito di immergere lo spettatore nel racconto, contando solo su pochissimi oggetti simbolo peraltro agiti. Piacevolissimo e pertinente il commento musicale di canzoni napoletane che se da un lato suggeriscono le giuste atmosfere, dall’altro alleggeriscono con ironia un tema più serio, come quello della vecchiaia, ricorrente negli spettacoli di Emma Dante.

Estremamente interessante infine la drammaturgia di questo spettacolo che sceglie nel racconto di eliminare qualsiasi passaggio descrittivo della fiaba affinchè essa possa essere agita senza mediazioni dall’inizio alla fine, consegnando con fiducia allo spettatore il compito di raccordarlo.

Lunghi e calorosi applausi da un pubblico entusiasta.

Emanuela Dal Pozzo

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