“THE SPACE” DI PAOLO GENOVESI

Cosa sareste disposti a fare per ottenere quello che desiderate, o di cui pensate di avere bisogno?

È l’interrogativo faustiano che propone con “The Place” Paolo Genovese, il regista di “Perfetti sconosciuti”, continuando sul terreno mostratosi fertile del cinema corale.

Stavolta ha adattato per il suo nuovo film, scrivendone la sceneggiatura con Isabella Aguilar, “The Booth at the End”, la mefistofelica serie televisiva americana creata da Christoper Kubasik.

The Space” è il bar in cui staziona giorno e notte uno strano personaggio che ne ha fatto una sorta di ufficio. Al suo tavolino vanno e vengono, in siparietti d’impianto teatrale separati da dissolvenze, gli altri personaggi della storia, tutti più o meno disposti ad “un patto col diavolo” per appagare i propri desideri o i propri bisogni.

Ad interpretare “l’uomo” uno straordinario Valerio Mastandrea che volutamente, al contrario del personaggio dei telefilm, non ha nulla di mefistofelico, mostra anzi una certa umanità nell’adempiere al suo ruolo di umile burocrate della possibile depravazione umana.

In fondo, come scopriremo, anche lui ha debolezze e desideri, suo malgrado ricopre solo un ruolo. Non è “un mostro”, semplicemente è colui che “dà da mangiare ai mostri”. In fondo è con le proprie coscienze che i questuanti devono fare i conti. L’esempio più calzante è quello dell’anziana, interpretata con grande intensità da Giulia Lazzarini, che vorrebbe “riavere” il marito “perso nell’alzheimer” e in cambio deve mettere una bomba in un locale. E ogni volta cambia idea in un lucido, seppur disperato, confronto con la propria coscienza. Ma anche gli altri non fanno che confrontarsi con sé stessi: Marco Giallini, l’altro trasportato dal cast di “Perfetti sconosciuti”, cattivo padre e cattivo poliziotto in cerca di riscatto. E poi Vinicio Marchioni, che vuol salvare il figlio; Alba Rohrwacher, la giovane suora che non sente più Dio accanto a sé; Vittoria Puccini che vuol salvare un matrimonio che non c’è più; Silvia D’Amico che non s’accorge di quanto è bella e vuol esserlo di più; Rocco Papaleo, che vuole solo una notte con la gnocca del calendario appeso alla parete della sua officina di meccanico; Alessandro Borghi, che vuol tornare a vedere; Silvio Muccino, che è arrivato a “The Place” per caso, ma già che c’è vorrebbe non sentir più parlare di suo padre. E infine Sabrina Ferilli, la ragazza del bar, l’unica che non vuole niente dal suo strano avventore, ma dietro al cui sorriso malinconico aspetta ancora l’amore.

Qualcuno ha definito criticamente la pièce messa in scena da Genovese “un saggio da Accademia di arte drammatica“.

Forse è un po’ così, ma non c’è dubbio che la sceneggiatura funziona e la resa è buona. Gli attori poi sono ben diretti e tutti ineccepibili. Su tutti un grande Valerio Mastandrea, in scena per tutto il film con la sua umanità, capace di reggere il confronto col modello americano senza il bisogno di ostentare sguardi luciferini.

Dino Geromel

THE PLACE

Regia : Paolo Genovesi

Sceneggiatura : Paolo Genovesi e Isabella Aguilar

Fotografia: Fabrizio Lucci

Montaggio: Consuelo Catucci
Musiche: Maurizio Filardo

Cast :Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D’Amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Giulia Lazzarini:

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