REPORT CONVEGNO FONDAZIONE VILLA BENZI ZECCHINI “ CRITICA, TEATRO E TERRITORIO VENETO”

Si è tenuto alla Fondazione Villa Benzi di Caerano San Marco in provincia di Treviso il 13 giugno 2015 il Convegno “ Critica, teatro e territorio veneto”che ha visto la partecipazione di numerosi relatori/ artisti perlo più del trevigiano anche se con una visibilità spesso oltre regione.

Gli argomenti, tutti focalizzati sulla centralità teatro/ territorio, hanno spaziato dai diversi linguaggi utilizzati ( teatro e danza, burattini e teatro d’attore) ai diversi ambiti di azione ( carcere e anziani ,difesa di parchi autogestiti in forma residenziale e teatro civile ed educativo attuato in collaborazione con Università e Dipartimenti Scientifici), mettendo in luce le straordinarie e particolari competenze di ciascuno, frutto di anni di lavoro di ricerca a volte sotterranea e talvolta premiata in Concorsi nazionali ed internazionali.

Il Convegno, voluto, promosso e ideato dall’Associazione Culturale Traiettorie- Cultura in Movimento e dal giornale Traiettorie.org di Verona, si è avvalso della collaborazione dei Cantieri Associati Kalsa Compagnia di Treviso, che ha in particolare coordinato i video e le performances presentati in serata dai relatori- artisti, in un percorso itinerante ricco e variegato all’interno della Villa, in una serie di spazi predisposti.

Il taglio voluto del Convegno, lontano da ogni autoreferenzialismo, trappola ostacolo per uno scambio proficuo, è stato quello della messa in comune dei propri percorsi personali fatti di motivazioni, difficoltà, spostamenti, cambi di rotta, necessità artistiche ed urgenze poetiche, al fine di creare una reale rete di relazioni nel territorio capace da un lato di sottrarre all’isolamento i singoli artisti, dall’altro di fungere da stimolo all’altrui ricerca: una ricerca aperta ed esternata anche al pubblico presente.

Da segnalare anche la presenza di tre critici, introdotti dalle note suggestive della tromba di David Boato, che in una sorta di intervista/ tavola rotonda hanno affrontato il significato odierno di “ critica” con le relative inosservanze deontologiche e le problematiche conseguenti, composito intervento a confronto che ha suscitato interesse e quesiti da parte di pubblico e artisti.

Questi in ordine gli interventi :

Ore 15- Apertura del Convegno. Presenta Emanuela Dal Pozzo, giornalista e responsabile di Traiettorie.org

La funzione del teatro,oggi. La figura del dramaturg.Teatro e transizione teatrale” di Ketty Adenzato dramaturg.

“Danza e performance. La mia danza “ di Laura Moro, danzatrice.

“La funzione della critica” conversazione con Roberto Rinaldi, direttore del giornale di critica teatrale Rumor(s)cena e con Silvia Campana, critica musicale di Traiettorie.org“Incursioni musicali” di David Boato.

“I burattini della Commedia dell’Arte. La storia di una ricerca filologica” di Paolo Papparotto burattinaio.

“Teatro e territorio: una sfida possibile. L’esperienza di Parco Fenderl di Vittorio Veneto” di Carlo De Poi regista

“Esperienze di video teatro nell’Istituto Penale per minori di Treviso” progetto di Valentina Paronetto, Marika Tesser e Nicola Mattarollo.

“ Il Teatro etico, civile ed educativo di Andrea Brunello” attore.

Sono poi seguiti i video e le performances di: Laura Moro, Ketty Adenzato, Valentina Paronetto, Nicola Mattarollo, Paolo Papparotto e Andrea Brunello.

Contatti:

Paolo Papparotto – info@paolopapparotto.it

Carlo De Poi – c-r-t@libero.it

Valentina Paronetto- vale.paronetto@gmail.com

Alex Cendron – alex.cendron@gmail.com

Laura Moro – arthemigra@gmail.com

LA TREVISO CHE MI MANCA: RIFLESSIONI PERSONALI

Scorrono nella mia mente le immagini delle performances di Villa Benzi Zecchini, a chiusura del Convegno “ Critica, teatro e territorio veneto” tenutosi a Caerano San Marco. Nulla a che vedere con le eclatanti prime dei Festival sparsi per l’italia, con i nomi che si rincorrono da un cartellone all’altro, rimbalzando sulle pagine dei giornali, oggi perlopiù on line, frutto delle spesso analitiche dissertazioni di critici più o meno noti, che si contendono la palla.

Lavori puliti, senza eco, sinceri, trasparenti, coerenti nelle premesse, ligi nel percorso, pertinenti nei risultati,testimonianza di un lavoro che scorre parallelo alla vita degli artisti, delle Compagnie, spesso sotterraneo, costellato di tanto in tanto di piccoli trionfi personali, di qualche segnalazione isolata, di qualche contributo piovuto quasi per caso, di qualche collaborazione istituzionale quando il tema affrontato induce consenso allargato.

Ci si riconosce. Nella pluralità di linguaggi la matrice è comune e parte dal cuore. Chi torna da altre esperienze, fagocitato dagli ingranaggi commerciali, se ne accorge.

C’è un “quid” diverso, un tempo diverso rallentato, più umano, un senso per ogni cosa, un tempo per ogni cosa.

E’ un tuffo nel passato, un bagno benefico di autenticità in questa Treviso che mi manca.

Emanuela Dal Pozzo

 

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